
Tante volte mi sono detta di essere sfigata, tante volte mi sono detta mainagioia, tante volte ho pensato che i successi fossero solo degli altri, che in qualche modo non fossero destinati a me, che fosse destino essere così, sempre in bilico sul bordo del vorrei ma non posso.
C’è sempre stato il “tanto non ce la faccio, tanto non è per me”.
E questo valeva anche con il mondo, non parlo tanto non mi capiscono, non ci provo tanto non mi riesce, non amo tanto non sarò ricambiata, non mi impegno tanto non serve.
Poi succede che forse un po’ maturi, o invecchi e inizi a fare le cose con meno freno.
Ti capita che ti innamori del tuo lavoro e lo fai con dedizione e cura, non per soldi, non per avere qualche ritorno, ma solo perché ti piace davvero tanto, e dopo due anni raccogli dei frutti che ti fanno davvero felice.
Ti capita che inizi a camminare senza aspettarti niente e ti appassiona così tanto che ti cambia la vita in meglio, ti cambia il corpo, la testa e anche l’anima.
E smetti di pesare ogni parola bella che dici.
Che hai sempre avuto paura di sentirti rifiutata e te ne sei rimasta in silenzio per decenni e inizi a dire alle persone che le stimi, inizi ad abbracciare, a dire ti voglio bene, mi manchi, amore. Inizi a dirlo senza più contare quanto ci stai mettendo tu e senza valutare cosa ti tornerà indietro.
E la cosa più bella è che torna indietro una valanga di amore, di stima, di amicizia, di cose felici.
Tu metti una goccia e ti torna un oceano.
E ancora non ho capito bene tutto, ma credo che il punto sia fare il primo passo, spalancare le braccia, fare il salto nel vuoto, non è vero che non è per tutti, bisogna solo aprire uno spiraglio e lasciare che la vita ti sorprenda.






