Sabato notte ho percorso al buio una strada di montagna andando verso l’alba.
Eravamo tanti e tutti con la luce frontale che ci illuminava la strada, in un buio denso.
La mia luce illuminava i miei passi e poco intorno a me, il sentiero in mezza costa sembrava terribile, accanto a me sentivo un baratro che non riuscivo ad illuminare fino in fondo.
Ho camminato in ansia, contando su Cecilia, che ha più esperienza, e aveva già fatto quella strada.
Poi c’è stata l’alba ed è uscito un sole bellissimo e il cielo era azzurro e pieno di luce.
Abbiamo rifatto la stessa strada al ritorno ed era così bella e facile e morbida.
Gli stessi punti che mi sembravano difficili e pericolosi, paurosi di notte, erano solo piccoli ostacoli superabili senza grande sforzo.
E siccome sono un po’ cervellotica, metargomentativa, psicopippologica, non ho potuto fare a meno di pensare a quanto sia così anche nella vita.
Quanta paura possa fare quello che non conosciamo di noi, degli altri e del mondo.
Quanto possa essere facile sbagliare prospettiva, percezione, quanto si possano vedere mostri dove semplicemente non arriviamo a vedere, dove la nostra luce è troppo fioca.
La mia luce illuminava solo i miei passi, era puntata su un pezzetto piccolissimo di cammino, il resto era ignoto e mi faceva paura.
La luce del sole ha reso tutto più vero.
La luce della consapevolezza illumina i nostri mostri e li rende avvicinabili, affrontabili, li rende semplicemente quello che sono.
Spesso cose che non esistono.
#culonachallenge#leperleculone
