Camminare mi rende felice.
Mi fa bene, per questo lo faccio ogni volta che posso. È tra le cose che programmo la domenica, insieme agli appuntamenti di lavoro, la borsa con il cambio è sempre pronta, la mattina la porto insieme al pranzo e allo zaino del lavoro.
È la mia routine.
Non discuto mai di qualcosa che mi fa stare male senza averci fatto qualche chilometro sopra, mi scioglie i pensieri, calma il cuore, assopisce la rabbia, è il setaccio delle mie emozioni, quello che resta sono le cose importanti.
Cammino per sentire il mio corpo, per sentire che sono viva, che funziona tutto.
I dolori del giorno dopo mi ricordano che ho lavorato bene per me.
Sono molti anni che lavoro sulle emozioni, sulla mente, cercando un compromesso con me stessa.
Camminare mi rimette al centro, è il mio tempo, quello in cui torno dentro di me e mi metto in ascolto.
È quell’azione che riesce a farmi sentire che sono anche un corpo e non solo psiche, o anima, il momento in cui riesco ad abbracciarmi ed esistere, sentirmi esistere.
Lo faccio come faccio il resto delle cose della mia vita a cui tengo, con abnegazione, passione, costanza, cura, amore e impegno.
E come ogni cosa in cui si mette tutto il meglio di sé, sa restituire tantissimo.
Mi restituisce una visione positiva di me, mette in luce i miei punti di forza, mi fa sorridere allo specchio.
In fondo è il modo migliore che conosco per rivolgere a me stessa l’amore che metto nella vita.
