Respiro

Ieri Filippo ci ha fatto un regalo alla fine dell’allenamento, ci ha guidato per qualche minuto alla respirazione consapevole e poi dopo al camminare consapevole.

La respirazione consapevole mi ha portato in uno stato di rilassamento e pace, e poi la camminata.
Solitamente chiediamo al nostro corpo di andare veloce, di soffrire il meno possibile, di starci dietro, è la nostra sgangherata macchina che cerchiamo di guidare al massimo senza neanche un pizzico di gratitudine.
Ma ieri, Filippo ha posto la nostra attenzione su cose banali, ovvie, basiche, come dice lui, ma che credo di dimenticare per la maggior parte del tempo.

La prima, porsi verso noi stessi con accoglienza, con benevolenza, e com-passione, sentirci, accettarci, che sembra così facile eppure non lo è.

La seconda, il nostro corpo fa quello che vogliamo noi, ma fa di più, fa anche quello che non vogliamo o non pensiamo, ci permette di esistere, si adatta ai nostri scritierati stili di vita, si adatta a noi e cerca di tenerci qui al meglio.

Quando abbiamo messo il pensiero sulle nostre gambe che ci sorreggono, nonostante tutto, al nostro respiro che ci segue, nonostante tutto, quasi mi sono sorpresa a provare tenerezza per le mie stesse ossa, e per i muscoli e la pelle e tutto quello che è di mio al mondo e che dimentico.
Non sono solo pensiero, solo emozioni, o anima se vogliamo chiamarla così, ho una casa, il mio corpo, che ho disprezzato e maltrattato così a lungo, eppure è ancora qui a tenermi.
Ho provato una commovente tenerezza, per i miei passi, il mio fragile e solido equilibrio, per i miei muscoli e il mio respiro, perché in fondo esserci è un grandissimo dono, e spesso lo dimentico, perdo la consapevolezza, mi stacco, mi dissocio.

Apprezzo il mio pensiero e disprezzo il corpo, sempre imperfetto.
Come vivere in una casa con un letto scomodo, o un arredamento sgradevole, come vivere in una casa senza sentirla propria.

Questi mesi di passi mi hanno riavvicinato al mio corpo, lo sento, gli voglio più bene, ne ho una cura maggiore, mi ricordo che c’è.
Ed è sicuramente maggiore espressione del mio pensiero e del mio sentire se riesco a rimanere in contatto con lui, se riesco a non dimenticarmi di prendermene cura, di trattarlo con affetto e tenerezza e perdonargli ogni imperfezione, accettarlo e allo stesso tempo averne il più possibile rispetto.

Questi mesi di passi mi conducono ad abbandonare la rabbia per me stessa, per il passato, per quello che avrei voluto essere, e mi conducono ad essere in pace con quello che sono, ad accogliermi con tenerezza, senza smettere di chiedermi ogni giorno di essere migliore di così.

#culonachallenge #fitwalking #mindfulness

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