Soffro gli spazi stretti da sempre, la mia storia personale mi ha resa ipersensibile a regole troppo strette, le rispetto ma soffro.
Passare dal lavorare fuori casa, fuori ufficio, girare in auto 8 ore al giorno, allenarmi all’aria aperta, vedere le mie culone, i miei clienti, chiacchierare, al chiudermi in casa con i miei piccoletti, che amo, ma che ovviamente non mi permettono di fare nulla che non sia dedicarmi a loro, è difficile.
Mi sembra di impazzire e siamo solo al 5o giorno, e sarà lunga.
Ma come dice qualcuno la mia forza è trovare sempre il positivo.
Facciamo finta che sia la maratona di Roma che non farò, facciamo finta che siamo solo al 10 km e ci siamo appena scaldati, mancano ancora tanti km, bisogna trovare nuove risorse, mentali soprattutto.
Non l’ho mai fatta una maratona, non so com’è, ma posso basarmi sulle sofferenze dei primi lunghi, e penso che sia così sta quarantena.
È un lunghissimo. Tocca stringere i denti, pensare ai sorrisi, agli abbracci, pensare a quando saremo di nuovo con i piedi nel mare, o con i capelli al vento, a quando suderemo di nuovo per camminare veloci, a quando ci riabbracceremo e torneremo a brindare.
Rimaniamo concentrati sui sorrisi, proteggiamoci, e presto metteremo al collo una medaglia.
Quella della libertà ritrovata, degli affetti che avranno un nuovo sapore.
Questo lungo ci insegna sicuramente qualcosa, a dare peso alle cose che erano scontate, alle piccole cose scontate.
Ci insegna ad aver cura di noi e delle persone che amiamo e sentiamo più fragili, ci ricorda che siamo piccoli, effimeri, delicati, che sta vita di cui per la maggior parte del tempo ci lamentiamo è un dono prezioso, a cui aggrapparsi e da amare con tutto quello che abbiamo.
Sono sicura che, come dopo un lungo difficile, ci troveremo più ricchi e più saggi, rimaniamo concentrati e facciamo tesoro di questa fatica, senza mollare.
Daje.
