Festa della donna

Non amo la festa della donna, penso che sia davvero discriminante, superata, e ormai piuttosto commerciale.

Ho avuto un rapporto molto conflittuale con la mia femminilità, che ho sempre considerato una roba da deboli, essere rosa e femminile era da debole.
Essere emotiva, sensibile, tenera era da debole.
Piangere o provare dolore anche.
Commuoversi, scherziamo???

Ci ho messo molti anni e molta terapia ad imparare che posso essere forte e donna insieme, posso vestire di fucsia, portare fiori tra i capelli.
Ho finalmente accettato la mia sensibilità (a volte ipersensibilità), e non mi piace più quando mi dicono che ho le palle o che sono cazzuta, perché ribadisce il concetto che bisogna avere attribuiti maschili per essere forti, in gamba, capaci.
Credo che si possa essere forti, determinate, efficaci, anche vestite di fucsia e con la commozione nel cuore.
Riuscire ad essere empatiche eppure non perdere il timone, procedere per obiettivi ma rimanere tenere.
E credo che anche gli uomini che hanno saputo accogliere la loro parte più femminile e sensibile abbiano una marcia in più nella vita e nelle relazioni con gli altri.

La mia forza, come quella di tanti, donne o uomini, sta nell’accogliere la fragilità, accettarla e smettere di iperproteggersi.
Vivere senza corazza è molto faticoso, ci si riesce con pochissime persone al mondo, ma in quei momenti senti che sei davvero al mondo, che la vita la senti nella sua più profonda autenticità.

Ci vorrebbe una festa dell’umanità, niente super eroi o donne d’acciaio, solo esseri umani.

#culonachallenge #culonapower

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