Culona.
Quanto è stato ed è criticato sto nome.
Sono una culona.
Nel senso che sono sovrappeso, nel senso che anche quando non lo ero avevo comunque un culone, nel senso che non sono una persona propriamente atletica ed agile, nel senso che sono una persona più tendente alla pigrizia che al fitness.
Questo è culona.
Basta vedermi fare streching o altro che preveda un minimo di agilità, e si vede che sono una culona.
E per anni non ho fatto altro che nascondermi, anche quando ero in peso forma, perché si è culoni nella testa, ancora prima che nel corpo, ti senti un elefante in una cristalleria anche con una taglia 42.
Mi sono sempre vergognata, sentita a disagio, sempre quella sensazione di essere stretta nel proprio corpo, di non combaciare, un’anima da farfalla dentro il corpo di un mastino.
E il risultato è che si sta male, che ci si toglie delle opportunità, che ci si chiude nel proprio mondo, con i propri muri, ci si racconta delle storie per autogiustificarsi, storie magari anche vere, di sofferenza, di abusi e disagi, ma comunque ci si nasconde lì, nel proprio passato, nei propri dolori e nelle ferite, e diventiamo quello. Sul divano.
E si è in guerra con se stessi.
Ti guardi allo specchio e ti fai schifo, ti vedi in foto e ti disprezzi, ti neghi i vestiti corti, i pantaloncini, ti dici che alcune cose non puoi portarle, non sorridi in foto perché hai i denti storti, non vai al mare perché sei cicciona, non balli perché sei culona. Non vivi perché ti vergogni di te stessa.
E ti incazzi e ti odi perché non riesci a cambiare.
Il mio percorso è stato tanto lungo, lo è ancora.
Prima ho imparato ad accettarmi e a perdonarmi, poi ho smesso di raccontarmi storie sul “sono così perché…”, poi ho deciso di affrontare la mia vergogna.
Sì mi vergogno a stare in costume perché sono grassoccia, bianca e molliccia ma amen, questo è, mi guarderanno, chissenefrega.
Ho accettato che non sarò mai un’olimpionica, che non sarò mai il top del fitness, che non avrò il gluteo di marmo, ma posso comunque prendermi cura di me, posso fare qualcosa che mi fa stare bene con il mio corpo, camminare nel mio caso, ma poteva essere qualunque altra cosa, che posso farlo cercando di eccellere nella mia mediocrità di culona comune, di farlo al massimo delle mie possibilità.
Con tutto il mio culone, e il sovrappeso, e la vergogna.
Beh devo dire che la vergogna l’ho persa per strada, perché in fondo sono fiera di me, nonostante tutti i miei limiti e i miei difetti e quindi chissenefrega del culone e le gambe storte, voglio essere fucsia, con le gonne corte e i pantaloncini.
Sono fieramente culona, non voglio più sparire dentro le mie paure.
Non voglio più avere paura di brillare nella mia perfetta imperfezione.
Anche da culone si può essere felici, fiere e tenaci, anche le culone possono sfidarsi, credere ed essere se stesse.
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