La corsa di Miguel 2020
Avevo detto “niente gare”.
Nel mio passato da nuotatrice bambina ho sofferto tantissimo l’ansia da pre-gara.
Ma poi thecoach me ne ha regalata una, la deejay ten, senza farmici pensare troppo, il venerdì sera per la domenica.
Tanto avremmo fatto comunque 10 km di allenamento.
L’ha fatta con me, mi ha portato a farla nel tempo che desideravo e che mai avrei creduto possibile, ed è stata una cosa fantastica.
Quindi mi sono iscritta alla Miguel.
La prima gara che ho scelto di fare.
Sempre 10 km, il mio allenamento standard, niente di impegnativo.
Ma la cosa più bella è stata che in questo entusiasmo da competizione (sempre verso se stessi), anche le culone si sono sentite coinvolte e hanno deciso di partecipare, spontaneamente, senza coercizione, al massimo una spintarella.
E così c’eravamo tutti, c’era thecoach, le culone del mio cuore, Andrea l’incallito.
Ognuno ha fatto la sua gara, stavolta thecoach ha pistato come un matto insieme ad Andrea, che è sempre matto, anche da fermo.
Io volevo farla con la Franz, ma mi ha seminato in mezzo chilometro e me la sono fatta da sola. Un’esperienza che mi mancava. Durante pensi a come cavolo ti è venuto in mente di cedere a sta cosa delle gare, pensi che quei 10 km sono interminabili, e come ti è venuto in mente di pensare di fare la mezza maratona o addirittura la maratona, ma scherziamo???
Poi arrivi. Hai fatto un tempo abbastanza decente anche se poteva andare meglio, può sempre andare meglio, i tuoi amici ti aspettano, ti abbracciano, è tutta una festa meravigliosa, e passa, e vorresti già ricominciare.
Il giorno dopo ti svegli un po’ più dolorante del solito, un po’ più assonnata, ma felice.
Il giorno dopo pensi già a qualcos’altro da condividere, e nonostante tu sia un orso solitario ti sorprendi ad apprezzare il piacere di quegli abbracci condivisi, del sudore scambiato dentro a un “bravissima” o ad un “sono fiera di te”.
Il giorno dopo rifletti su cosa potevi fare meglio, ti congratuli con te stessa per quello che hai fatto bene, trovi il punto in cui hai dato quello che non pensavi di avere, e quello in cui hai perso la concentrazione e hai fatto una cavolata.
Il giorno dopo senti che sei cresciuta un pezzetto, non come camminatrice, non solo, ma come essere umano, più capace di stare in se stesso, e più capace di stare con gli altri, e di darsi, a se stesso e agli altri.
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