Non ho iniziato a camminare per dimagrire.
Anzi, non ci pensavo proprio a dimagrire, perché quando per tanti anni oscilli tra normopeso e obesità alla fine un po’ ti rassegni e pensi che essere in sovrappeso in fondo non è così male.
Lavoro sulle mie fragilità e i miei limiti da molti anni, ho imparato a conoscermi e ad aggirare me stessa, le mie piccole ossessioni e le mie debolezze.
Mi sono separata 4 anni fa, quando i miei bambini erano davvero tanto piccoli, il secondo era appena nato e da allora ho iniziato a seminare dentro me prima per sopravvivere, poi per rinascere, quello che Paolo chiama il seme della rivoluzione, che io non sapevo di aver piantato, ma in realtà era lì pronto a germogliare.
Ho iniziato a camminare perché ho conosciuto lui, che ha il fantastico dono di essere iperattivo e calmo insieme. Non so come faccia.
Io sono sempre agitata ma spesso non faccio proprio un bel niente.
Almeno quando ho incrociato la sua strada era così, ero tanta energia ferma sul divano.
Lui mi ha fatto venire la voglia di allacciarmi le scarpe ed uscire per la prima volta, con la sua semplicità disarmante del “perché non ora”.
Perché aspettare lunedì, o settembre, o che passi l’inverno, o che arrivi la primavera, o di essere a dieta, o di avere le scarpe, perché non ora?
Una logica schiacciante a cui non potevo non cedere.
Quindi una caldissima domenica di agosto l’ho fatto, da sola, con quello che avevo.
E non sapevo che sarebbe stato solo l’inizio di un nuovo germoglio.
Non sapevo che avrei conosciuto persone fantastiche, vere, belle, pulite, in cammino, come me, in rinascita, con la stessa rivoluzione nel cuore.
Da bambina nuotavo, e lo adoravo, dovevo camminare con l’accappatoio fino alla corsia, poi velocemente sfilarlo e buttarmi in acqua, nuotare in silenzio e ritornare nell’accappatoio. Uno sport solitario e silenzioso, in cui poter continuare a non esistere.
I primi tempi della camminata sono stati così, cuffie con musica altissima, occhiali da sole giganti, tuta larga nera. Neanche i miei figli mi riconoscevano. Nuotavo dentro i miei passi, bellissimo.
Ma poi ho scoperto il camminare insieme, prima con Paolo, poi con Andrea e gli incalliti, poi con le culone. E ho smesso di sentirmi sempre un’isola sperduta. Posso fare parte almeno di un arcipelago di isole meravigliose.
Amo ancora camminare da sola, dentro i miei pensieri e respiri, srotolando le mie emozioni, facendo ordine nel mio eterno caos, ma sentirsi parte di un gruppo, avere una spalla, una lepre, un sostegno, beh non si batte.
Io ero un seme piantato, ho trovato qualcuno che ha saputo annaffiarmi, con la giusta premura e cura, sostenendomi e incoraggiandomi. La mia rivoluzione è germogliata e voglio che continui a farlo a lungo.
E magari faccia germogliare un intero giardino.
#culonachallenge #changeyourlife #changeyourmind
