Se sei mesi fa mi avessero detto che sarei uscita a camminare con due gradi, o che mi sarei svegliata la domenica alle 5.45 per andare a camminare per 20 km, mi sarei semplicemente sbellicata dalle risate.
Sono una di quelle che vuole godersi la vita, tornare a casa dopo una giornata nel traffico e mettersi comoda sul divano e mangiare serie TV con patatine e birra. Ah che bella vita!
Poi non so bene cosa sia successo e giuro vorrei capirlo, così magari potrebbe tornare utile a qualcuno.
Perché il passo 1 —> allacciare le scarpe e uscire lo abbiamo detto mille volte, ma poi come si mantiene sto passo?
Io sono una pigra patentata, di certo non l’atleticità fatta persona, eppure ho messo un sacco di passi nella mia vita al punto da farla diventare una cosa naturale.
Quando esco col freddo, o la domenica all’alba i miei amici mi dicono “ma che te l’ha prescritto il dottore?”, cosa che tra l’altro potrebbe accadere a molti, ma no. Per me è una cosa naturale, è nelle cose da fare durante la giornata, come lavarsi, vestirsi, fare la spesa, andare a lavorare,
Anzi a volte non faccio la spesa per andare a camminare. Ma il resto sì, giuro.
Però mi conosco, e per non fare sì che la pigrizia o le scuse, o le giustificazioni abbiano il sopravvento ho creato tanti piccoli rituali che mi consentono di avere la certezza di non mettere il culo sul divano.
Mi preparo la borsa la sera prima, la tengo sul sedile accanto a me tutto il giorno, non torno a casa per cambiarmi per non correre il rischio di cedere al divano, o al “che bel parcheggio che ho trovato stasera”, mi cambio in autogrill, o in macchina, e vado a camminare, poi dopo faccio la spesa o torno a casa.
E fare la spesa puzzolenti ha il suo perché.
Decido il lunedì quando mi allenerò durante la settimana, sistemo gli spazi a seconda degli impegni familiari, e so già che in quei giorni uscirò a camminare, il resto va negli altri giorni.
Nel weekend in cui ho i bambini con me di solito esco una sola volta, se sono senza figli molto probabilmente entrambi i giorni e più a lungo.
È la mia routine, mi gestisco così, e ci vado anche quando ho freddo, sonno, dolori, ci vado perché è in agenda.
Ci vado perché mi fa bene, mi voglio bene, perché è qualcosa che è diventato mio, e non voglio perderlo per nessun motivo. E le cose a cui si tiene si curano, partiamo da noi.
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