Domenica mattina abbiamo fatto 23 chilometri, i primi 15 sono stati fantastici, senza sforzo, dal sedicesimo in poi ho iniziato ad accusare stanchezza alle gambe e a rallentare, sono arrivata alla fine che ero proprio finita.
E stamattina ci pensavo e mi dicevo che cavolo, non va tanto bene sta storia, perché li vedo gli altri come vanno, belli riposati, e lo voglio pure io.
Dunque se lo voglio pure io dovrò lavorarci su. Non c’è un altro modo, non si compra su Amazon, e manco al supermercato.
E me lo ricordo che sono solo 4 mesi, e quanti chilometri potrò aver fatto mai in confronto a chi magari cammina da anni?
Me lo ricordo, e ok, ma vorrei un passetto in più. Sono sicura che ognuno di noi abbia voglia di un passetto in più da fare da qualche parte, solo che a volte abbiamo paura persino a dircelo, perché partiamo già sconfitti, perché lo vorremmo avere già bello e pronto, una pasticca da mandare giù che in mezz’ora ci fa passare il mal di testa.
E invece no, bisogna mettersi un obiettivo, fattibile possibilmente, e lavorarci come uno spaccapietre.
Martellare, martellare, martellare, senza paura di non vedere risultati immediati, perché quelli arriveranno, se ci si mette impegno, costanza e magari anche un po’ di passione ed entusiasmo, non bisogna temere di non vedere la pietra scalfirsi per giorni e giorni, un bel momento si spaccherà, avremo raggiunto l’obiettivo e non sapremo manco bene come.
Questa è una delle cose importanti che mi ha insegnato camminare, che se fai le cose giuste i risultati arrivano, senza dubbio.
Se fai le cose con pazienza, tenacia e amore, i risultati arrivano.
