
4 agosto – 4 dicembre.
Quattro mesi di passi, molti passi, forse molti chilometri, non lo so.
Mi chiedevo oggi cosa mi ha fatto mettere le scarpe la prima volta.
Sicuramente avevo conosciuto persone che camminavano, e che mi piacevano, e che mi hanno fatto venire voglia di provare.
Sicuramente ero pronta a mettermi in discussione. Ricordo benissimo il giorno in cui mi nascondevo ancora dietro le scuse che ci raccontiamo tutti per non fare il primo passo.
Perché il primo passo è il più difficile, perché lo sai che ti toglie dalla condizione in cui sei, è l’inizio del cambiamento.
E il cambiamento spaventa, anche se attrae, ce ne rimaniamo lì con il nostro mucchio di scuse, incollati sul divano.
Eh ma non ho tempo, eh ma non ho le scarpe, eh ma fa caldo, eh ma sono grassa, eh ma sono lenta, eh ma non sono capace.
La cosa che mi ha tolto dal divano è stato pensare ad oggi.
Oggi ho un paio di scarpe vecchie e dure, è domenica e sono senza figli, oggi posso uscire e camminare.
Oggi esisto, oggi agisco, a domani ci penserò quando diventerà un oggi.
La cosa più bella è che iniziare a pensare così ti cambia la prospettiva su un sacco di cose, ti insegna ad essere qui ed ora, presente a te stessa.
Ricordo che i primi giorni mentre camminavo pensavo a tutte le cose di lavoro che avevo da fare, agli appuntamenti, gli ordini, le telefonate.
Poi mi sono imposta di prendere quel tempo per essere lì e basta, al parco, nel mio respiro, nei miei piedi, nel battito del mio cuore.
Poi i pensieri svolazzano, se ne vanno nei ricordi, nei desideri, ti fanno sorridere mentre cammini, ti fanno ballare, a volte commuovere, ma sei lì, dentro te.
E impari che non è poi così male rimanersene fermi nel momento presente, concentrati, che sembra che sei fermo e invece fai un sacco di passi, alla scoperta di chi sei, e verso quello che desideri essere.