Comfort zone

Quando ero ragazzina avrei voluto strapparmi l’anima dal corpo tanto lo sentivo poco mio, poco accettabile, tanto mi sentivo estranea a me stessa.
Ero bassa, grassa, le gambe storte, i piedi piatti, gli occhi all’ingiù, il nasone, i denti storti. Non mi salvavo niente, avrei voluto aprirmi e andarmene via.
Oggi, a 40 anni, mi guardo allo specchio e mi riconosco, non sono perfetta, ho tantissimi difetti, ma mi guardo con affetto, sono proprio io, in quegli occhi all’ingiù, e in quel sorriso storto, nella mia splendente imperfezione, che ho imparato ad accettare con tanta tanta tanta fatica.
E il miglior regalo che posso fare a me stessa, dopo essermi finalmente ritrovata è amarmi al punto da spingermi alla rivoluzione.
Uscire dagli schemi, forzare i limiti, smettere di dirmi “non so farlo, non posso farlo”, promettermi di imparare cose nuove, avere fiducia in me stessa, dirmi “prova, magari puoi”.
La rivoluzione inizia con un passo e cambia tutto il tuo mondo, interiore, ed esteriore.
Basta darsi fiducia, ascoltarsi, rimettersi in contatto con noi stessi.

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