Zavorre

Penso di aver iniziato a camminare perché ero pronta a liberarmi dalle zavorre, quelle fisiche, i chili, sono solo il sintomo di quelle che ci portiamo dietro.La mia più grande è la rabbia, da sempre, perché ho paura delle emozioni, dei sentimenti, di sentire troppo e lasciarmi travolgere.Avevo paura.La vita me la sono sempre affrontata di rabbia, con la rabbia mi sono costruita una bella corazza, ogni dolore, frustrazione, umiliazione, ogni amore malandato, ogni incomprensione, parola non detta, tutto è diventato una bella matassa di rabbia, un bozzolo in cui proteggermi e anestetizzarmi.Perché l’empatia e la sensibilità a volte possono essere un peso, possono travolgerti se non sei abbastanza stabile, devi tenere prima le redini e poi puoi aprire agli altri.
Ho iniziato a camminare quando sono stata capace di guardare alle mie emozioni per chiamarle col loro nome, quando mi sono concessa di piangere per dolore e non di arrotolarmi in silenzio dentro una matassa di rabbia solitaria. La rabbia ti tiene in piedi, ti fa reagire, ti sembra forza con cui riuscire a non sgretolarti, e intanto ti divora dentro, ti ingobbisce, ti incupisce.
Ho iniziato a camminare e a lasciar andare, i torti subiti, i rimpianti, le frustrazioni, accettandole, soffrendoci, e liberandomi, passo dopo passo, lasciar scivolare le zavorre e diventare finalmente pronti a sentire la vita addosso, ad accogliere il proprio sentire, a non avere più paura di essere travolti, accettare di perdersi in un abbraccio, navigare un’emozione, ascoltare un dolore altrui e sentirlo proprio senza temere di non ritrovare la strada.
Ho iniziato a camminare perché ero pronta ad essere autentica, ad essere il più possibile qui ed ora, consapevolmente presente a me stessa e agli altri, e quest’onda di dare e ricevere mi dimostra che è proprio così.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora