
Ho sempre cercato di essere il più trasparente possibile, silenziosa, mimetica, invisibile.
Perché il senso di inadeguatezza è schiacciante a volte, ti misuri sempre sugli altri e trovi sempre buoni motivi per sentirti meno. Meno bella, meno magra, meno alta, meno intelligente, meno interessante, meno forte, meno alla moda, meno veloce.
E così pur avendo tante tantissime cose da dire me ne sono sempre rimasta zitta, pur desiderando fare tante cose, me ne sono sempre rimasta seduta.
Oggi mi vesto di fucsia e vado a camminare sotto la pioggia e dico cose, e scrivo cose, e non ci penso più se sono sensate oppure no. Per qualcuno lo saranno e per qualcuno sicuramente no. Lo sono per me, e questo è il parametro che conta.
Io sono migliore della me di ieri, e domani spero di esserlo più di oggi, io ho fatto 10 passi più della me di ieri, domani ne farò 10 più di oggi.
Io non voglio più avere paura del mio giudizio su me stessa, non voglio più essere intransigente al punto da rimanere bloccata, voglio essere come un buon maestro, spronarmi a crescere ma imparare ad essere indulgente verso i miei errori e le mie debolezze.
Voglio imparare a tutelare le mie fragilità come farei con quelle di un bambino, perché è con le carezze che si migliora, perché è un passo alla volta che si crede in sè stessi, valorizzando ogni cambiamento, guardando quello che facciamo in più e non quello che manca.
La sfida è essere ogni giorno la migliore versione possibile di me stessa.
Ma con amore, non con rabbia.